Banca Carige, al via la ricapitalizzazione

 

Ben cinque ore di consultazioni è durata la riunione del consiglio di amministrazione di banca Carige, che ha dovuto discutere in merito a quali strategie operative intraprendere nel difficile 2014 appena cominciato. Sul tavolo, il piano industriale del gruppo bancario che, entro fine anno, dovrà essere in grado di reperire 800 milioni di euro finalizzati al rafforzamento patrimoniale, quest’ultimo da portare a termine non solo grazie all’aumento di capitale, ma anche tramite la dismissione di unità interne al gruppo. Dopo aver visto rifiutata la proposta avanzata dalla banca genovese di vendere parte delle proprie azioni alla Cassa Depositi e Prestiti, Carige è passata a considerare le diverse proposte fatte da terzi sulla possibile acquisizione delle compagnie assicurative Carige Vita e Carige Danni, che avrebbero già mosso l’interesse di importanti soggetti quali la società belga Ageas ed il fondo statunitense Aquiline. Due cessioni importanti, il cui ricavato di vendita determinerà la base dalla quale partire per determinare l’importo dell’aumento di capitale da effettuarsi nei prossimi mesi.

Il progetto di diminuzione delle spese

Dismissioni, aumenti e non solo: per rientrare nei livelli richiesti dalla commissione europea, la ex Cassa di risparmio di Genova ha previsto un piano di taglio delle spese al fine di ridurre costi di gestione e del personale. Tra i vari provvedimenti promossi dal presidente Castelbarco vi sarebbe l’azzeramento degli emolumenti pagati agli amministratori (almeno per un periodo di tempo sufficiente a ripatrimonializzare la banca). In aggiunta a ciò, una stretta al numero delle erogazioni previste per l’anno 2014 dovrebbe portare ad un taglio di circa il 50% sul totale degli importi erogati nel 2013, che ammontava ad una somma pari a 19 milioni di euro.
Il verdetto dell’Europa si avvicina e le banche non possono farsi trovare impreparate: che siano di vendita o di nuova emissioni, i fondi raccolti dovranno raggiungere gli 800 milioni, pena la sospensione dell’esercizio.

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