Per Guerri “la rimozione di Balbo è frutto della cultura della cancellazione”

AGI – La rimozione del nome di Italo Balbo da uno degli aerei della flotta di Stato è il “frutto della cultura della cancellazione perchè motivi politici non esistono più”. Lo storico Giordano Bruno Guerri, intervistato dall’AGI, considera “sbagliata” la decisione del ministero della Difesa arrivata ieri dopo una serie di polemiche innescate da un’interrogazione parlamentare al governo presentata dal segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “La cancellazione della cultura – osserva Guerri – è figlia del politicamente corretto che costringe ad una forma di espressione unica e quindi illiberale. La cancellazione della cultura è lo sviluppo di questo pensiero ancora più dannoso – continua – anche perchè segue un principio assurdo, cioè, valuta spesso il passato con gli occhi di oggi. La prima cosa che insegno ai miei studenti è che i fatti del passato si devono valutare con gli occhi del passato altrimenti non si capisce niente”.

Per lo studioso del XX secolo italiano, a tutto ciò si aggiunge “il problema che non abbiamo fatto ancora i conti con il fascismo perchè nell’immediato Dopoguerra per oltre 25 anni è stato indicato come un male assoluto senza esaminarne cause, condizioni, svluppi e contenuti. Abbiamo dovuto aspettare i libri di Renzo De Felice per avviare una discussione. Solo per avviarla. Siamo partiti in ritardo e adesso ancora discutiamo di Italo Balbo”.

Secondo Guerri la questione di Italo Balbo “è semplice: fu certamente un fascista, molto fascista nella prima fase, addirittura fondatore delle squadre di azione. Poi però – ricorda – fece cose importantissime per l’umanita’. Le sue trasvolate atlantiche rappresentano la nascita dell’aviazione civile. Dimostrò che il volo non era solo appannaggio di eroici, pazzi e disperati ma che con una buona organizzazione era possibile far volare insieme centinaia di persone in tutta sicurezza. Con Italo Balbo – sottolinea lo storico – iniziò la storia dell’aviazione civile e questo è indubbiamente un merito. Il fatto che su un aereo ci sia il suo nome non mi sembra una cosa sbagliata. E nel linguaggio dei piloti c’è ancora la parola ‘Balbò per indicare una certa manovra”. Negli anni 90 il sindaco di Roma Francesco Rutelli, propose di dedicare una via della Capitale a Giuseppe Bottai, gerarca fascista ed intellettuale finissimo. Quello era un modo per cancellare il passato ma non in modo violento ma ricordandolo. Il nostro passato lo si annulla studiandolo non negandolo”, conclude Guerri. 

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