World Nutella day: celebrata nel mondo e anche a Sanremo

AGI – Una Signora per nulla ingrigita, per altro anche molto abbronzata. Che va verso i sessant’anni (gliene mancano due) ma  che non li dimostra. È la Nutella, della quale oggi 5 febbraio ricorre il giorno speciale – il World Nutella Day, che quest’anno sarà celebrato con una sorpresa anche sul palco dell’Ariston di Sanremo – definita dal giornalista di Libération Eric Jozsef come uno “tra i principali simboli industriali del Paese, come la Vespa o la Fiat 500”.

Correva l’anno 1964 e la Nutella si presentò una mattina di maggio nelle case degli italiani dentro un bicchiere esagonale con la fetta di pane ben in vista sull’etichetta e, all’interno, una crema da spalmare alla nocciola: un’immagine che è anche un’abbinata vincente. Gigliola Cinquetti cantava “Non ho l’età”.

Oggi il barattolo della Nutella è entrato nel mito.

Come dimenticare il Nanni Moretti di “Bianca”, mezzo nudo, spalmarsi nell’anno 1984 la fetta di pane direttamente da un barattolo gigante di Nutella?

Un mito celebrato, decantato, su cui sono cresciute almeno quattro generazioni: i baby boomers, la Generazione X, i Millennials e ora la Generazione Z. Venuti su, appunto, “a pane e Nutella”, la morbida crema inventata da Michele Ferrero. “Un genio, perché non danno il Nobel per la letteratura all’inventore della Nutella?”, ebbe a scrivere su “Cuore” Fabio Fazio quando non era ancora il celebre Fabio Fazio della tv.

Michele Ferrero, infatti, inventò una nuova categoria merceologica, quella delle creme spalmabili, di fatto sdoganando il cioccolato in Italia e portando, ovunque nel mondo, una dolcezza della tradizione piemontese, sotto forma di lingotto marrone: il Giandujot. L’antenato di cui essa è la sua evoluzione.

“E non sono molti gli esempi di innovazione così longeva nella storia industriale del nostro Paese, dal dopoguerra in avanti”, ha sottolineato il giornalista Gigi Padovani in un volume edito da Rizzoli nel 2014 in occasione dei primi 50 anni di questo prodotto. Quando ancora il Gruppo Ferrero poteva contare appena su venti stabilimenti, 30 mila collaboratori, 73 società operative, oltre 8 miliardi di fatturato, quarto gruppo dolciario nel mondo mentre a febbraio 2020 – l’anno della pandemia – ha fatto i conti scoprendo di aver aumentato del 7,8% il fatturato raggiungendo i 12,3 miliardi di euro.

Oggi Nutella celebrata mondo anche Sanremo

© AGF

Già, perché il lockdown ha di fatto favorito il consumo casalingo dei prodotti del Gruppo, 105 società  consolidate a livello mondiale e 31 stabilimenti produttivi, con un organico medio di 34.121 dipendenti. Bisogno di dolcezza, si dirà, voglia di coccole e tenerezza, di trattarsi bene, se non al meglio. Dati e cifre cresciuti proprio grazie a Nutella. E anche e anche Kinder e Kinder bueno, entrambi prodotti iconici del colosso dolciario a cui si sono affiancati articoli nuovi come i Nutella Biscuits, un miliardo di biscotti venduti solo in Italia ad appena un anno dal lancio.

I preludi

In verità la storia della Ferrero che ha portato al successo il brand della Nutella è molto più antica. Nasce nel 1923 quando Pietro Ferrero, il capostipite, dopo un po’ di anni di apprendistato come panettiere, all’età di 25 anni apre una pasticceria a Dogliani, piccolo centro delle Langhe in provincia di Cuneo, sotto i tradizionali portici del centro del paese. Con le sue prelibatezze dolci conquista Piera Cillario, che sposerà nel 1924. Dall’unione nasce, appunto, Michele, “il genio”.

Ma l’impresa di Pietro non decollerà mentre sarà poi Giovanni, fratello più giovane di sette anni, a sviluppare un’attività commerciale all’ingrosso di lievito per panettieri e generi alimentari. Corre l’anno 1937. Nel 1940 Pietro e Pierina Ferrero aprono sette vetrine di una pasticceria nel quartiere torinese di San Salvario e due anni più tardi, nel 1942, il laboratorio di Alba. Di lì, di progresso in progresso, si arriva al pastone del Giandujot mentre nel 1946 avviene l’atto costitutivo della ditta Ferrero vera e propria. Nel 1951 il Sultanino è il primo prodotto inventato e messo a regime da Michele Ferrero. Si tratta di uno snack innovativo, una barretta a basso prezzo destinata alla merenda dei bambini.

Nel 1953 è la volta del Cremablock da 30 lire, 36 grammi di cioccolato con ripieno di nocciola mentre nel 1954 finisce l’era del marchio Gianduja mentre compare un nuovo prodotto: Cremalba, dolce a base di latte in polvere, burro di cocco, uova e zucchero, in vari gusti: cacao, caffè, zabaglione e con canditi. Nel 1957 muore Giovanni Ferrero e nel 1961 nasce Brioss, la merendina “sempre fresca e fragrante”.

Il gran debutto

E ormai siamo alla vigilia del debutto della Nutella. Nel 1962 Ferrero si trasforma in una Spa, nel 1963 costruisce un grattacielo a Francoforte, e il 20 aprile 1964 si dà avvio alla produzione della Nutella nello stabilimento di Alba, prodotto realizzato con zucchero, olio di palma, cacao, nocciole, latte, lecitina di soia e vanillin. Da allora in poi sarà un crescendo di successi, anche esteri: nel 1965 la Nutella comincia ad essere spalmata in Germania, in Francia si testa una vaschetta mignon fino all’exploit con il debutto pubblicitario a Carosello nella serie “Una pagina del libro Cuore”, girata dal regista Sandro Bolchi, cinque brevi sketch di due minuti. L’ascesa è del gruppo dolciario è inarrestabile: nel 1968 nascono i Kinder, “più latte e meno cacao”, nel 1969 il confettino di liquirizia Tic Tac per il mercato americano, nel 1976 è la volta della barretta Kinder cereali, nel 1982 Ferrero Rocher, la pralina più venduta nel mondo. Fino all’ingresso, come voce a sé, nel dizionario della lingua italiana. Era il 1995.

Il World Nutella Day

È stato istituito il 5 febbraio del 2007 da Sara Rosso, blogger americana e fan sfegatata di Nutella,  che dal 2015 ha trasferito l’iniziativa a Ferrero, che ne detiene il copyright. “Amava a tal punto Nutella – si legge sul sito ufficiale del Gruppo Ferrero – da pensare che meritasse una giornata di festa… Un’idea che ai fan di Nutella è piaciuta moltissimo!”

Ora, in piena era social, ogni anno i festeggiamenti vedono i followers della Nutella condividere immagini, idee, ispirazioni, ricette e quant’altro venga loro in mente su Facebbok, Twitter, Tik Tok, Instagram sotto l’hashtag #worldnutelladay. Diventando, di conseguenza, un fenomeno globale.

Vasetti colorati e da collezione

Con il tempo la Nutella ha anche raccontato un pezzo di Italia con dei vasetti Special Edition per celebrare le meraviglie del Paese, come borghi e piccoli paesi in modo che chiunque possa candidare i luoghi che amerebbe vedere raffigurati sui vasetti per poi votarne la selezione finale.

Oggi Nutella celebrata mondo anche Sanremo

© ZUMAPRESS.com / AGF

Vasetti da collezione del 2017

Così nel 2020 ha lanciato una iniziativa in cui era sufficiente inserire su Instagram o Facebook il nome della località , l’hashtag #tiamoitalia e #nomedellaregione, taggando Nutella© Italia. I luoghi candidati sono serviti da ispirazione per poi diventare oggetto di una selezione a quattro mani in collaborazione con Enit e con il Ministero del Turismo.

Piuttosto famosa è diventata la confezione con l’immagine di Civita di Bagnoregio, il borgo di origine etrusca che si trova nel viterbese, candidato dalla Regione Lazio a diventare Patrimonio Universale in qualità di “Paesaggio Culturale”. La candidatura verrà estratta dall’Unesco alla metà del mesi di luglio di quest’anno.

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