Lavoro all’estero: record di 6,4 milioni di italiani residenti fuori dai confini nel 2026
Sommario
Non è più un’emergenza temporanea, ma un fenomeno strutturale che sta ridisegnando la mappa demografica ed economica dell’Italia.
Il lavoro all’estero continua ad attrarre un numero crescente di italiani. Secondo i dati aggiornati dell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), i cittadini italiani registrati oltreconfine hanno raggiunto la quota record di 6.412.752 — il 12% della popolazione nazionale. A fare le valigie sono soprattutto i giovani con un alto livello di istruzione, spinti dalla ricerca di stipendi adeguati e di tutele che il mercato del lavoro italiano fatica ancora a garantire.
Negli ultimi vent’anni il flusso non si è mai fermato: tra il 2006 e il 2025 gli italiani stabili all’estero sono più che raddoppiati, passando da 3,1 a 6,4 milioni. Solo nell’ultimo anno monitorato le partenze ufficiali sono state 278.000, con una crescita del 2,8% rispetto al 2024 — un ritmo più contenuto rispetto al +4,6% dell’anno precedente, ma che conferma comunque una tendenza ormai consolidata.
Chi cerca lavoro all’estero: laureati, giovani, e un costo enorme per lo Stato
Il dato più preoccupante riguarda la qualità di chi lascia il Paese. Oltre il 50% degli espatriati è laureato o ha un dottorato di ricerca, soglia superata stabilmente dal 2020. Tra il 2019 e il 2024 l’Italia ha perso 78.000 giovani laureati tra i 25 e i 34 anni, con un costo stimato per lo Stato di 7,2 miliardi di euro l’anno, che sale fino a 11,4 miliardi se si considera anche il valore aggiunto potenziale non generato.
L’età media di chi espatria è di 34 anni: oltre un terzo delle partenze (36,2%) riguarda la fascia 25-34 anni. Secondo il Rapporto CNEL “Giovani expat, come farli tornare”, che ha intervistato quasi 1.800 giovani italiani all’estero (93% laureati), le cause principali della partenza sono le retribuzioni basse rispetto al costo della vita (82,1%), la scarsa fiducia nel futuro del Paese (46,4%) e le limitate opportunità di lavoro (35,7%).
Le destinazioni per chi cerca lavoro all’estero: Europa in testa
Le mete preferite per chi sceglie il lavoro all’estero restano vicine a casa: l’Europa assorbe il 76% dei flussi di espatrio. In testa alla classifica delle comunità italiane più numerose ci sono:
- Regno Unito: 289.000 residenti
- Germania: 248.000 residenti
- Svizzera: 166.000 residenti
- Francia: 162.000 residenti
- Spagna: 106.000 residenti
Questi cinque Paesi da soli accolgono più della metà degli espatriati italiani. Fuori dal continente europeo, invece, crescono le comunità di Stati Uniti (83.000) e Brasile (80.000), affiancate dalle nuove mete professionali di Canada, Argentina e Australia.
Il divario territoriale: il Sud paga il conto più salato
L’impatto sul territorio nazionale è tutt’altro che uniforme. Le regioni del Mezzogiorno coprono il 45% degli iscritti AIRE, con la Sicilia prima regione italiana per numero di espatriati (844.000). Tra il 2019 e il 2025 il solo Sud ha perso 150.000 laureati under 35, un dato che pesa in modo significativo sul rischio di spopolamento delle aree interne.
Non solo fuga: cresce il rientro dei giovani dal lavoro all’estero
Non tutti i numeri raccontano una fuga senza ritorno. Cresce infatti anche il fenomeno opposto: tra il 2021 e il 2025 sono stati oltre 129.000 i giovani italiani tra 18 e 39 anni rientrati dall’estero, il 32,9% in più rispetto al quinquennio precedente — un ritmo di crescita ben superiore a quello degli espatri, fermo a +2,1% nello stesso periodo.
A spingere verso il rientro sono soprattutto ragioni familiari e personali (67,7%), seguite dalla nostalgia dell’Italia (32,4%) e dalla combinazione tra incentivi fiscali e qualità della vita (23,5%). Solo il 20,6% indica come causa scatenante un’offerta di lavoro concreta ricevuta dall’Italia — segno che per molti giovani la scelta di dove vivere viene ormai prima di quella di dove lavorare. Non a caso, meno della metà di chi rientra (48,5%) ha già un contratto firmato al momento del rimpatrio.
Approfondimenti
Un quadro completo di numeri, destinazioni e tendenze sul fenomeno del lavoro all’estero è disponibile nell’approfondimento pubblicato da Lavoro Estero per Italiani, portale che raccoglie guide pratiche, offerte di lavoro aggiornate e informazioni su permessi, visti e burocrazia per chi vuole trasferirsi in oltre 50 Paesi nel mondo.
