Vela “Alla grande”, nasce il progetto oceanico 100% Made in Italy 

AGI – La vela italiana va “Alla Grande”: è questo il nome del primo progetto di barca a vela oceanica moderna 100% Made in Italy, presentato al Pirelli Hangar Bicocca. Nasce da un’idea di Ambrogio Beccaria, 30enne velista oceanico milanese, primo italiano della storia a vincere la Mini-Transat nel 2019 e pronto a sfidare la grande tradizione francese in questo settore. L’obiettivo è gareggiare al The Race Around, il giro del mondo per Class 40 in programma a partire da novembre 2023.

“Un sogno”

“Ho creduto in un sogno. Durante la pandemia ho pensato che realizzare un progetto del genere era davvero una cosa da pazzi”. Con questa sana follia, la giovane promessa della vela oceanica racconta la realizzazione del suo sogno in una sala gremita, trasmettendo un entusiasmo contagioso. “Mi hanno guidato la motivazione e la sfida tecnologica. Io e il mio team altamente qualificato e tutto italiano, siamo stati bravi a continuare a sognare e trovare degli sponsor come Pirelli e Mapei che hanno creduto e condiviso con noi questi valori”.

L’evento moderato dal giornalista Guido Meda ha celebrato lo sport, la vela e la città di Milano. “È una giornata che arriva da un weekend in cui abbiamo avuto una sveglia con la vittoria della Ferrari, una buonanotte con la vittoria Ducati, con un’altra Pirelli in Superbike, e una vittoria in Ducati in Moto Gp. Guardate cosa siamo capaci di fare”, ha osservato il giornalista.

“Un esempio per i ragazzi della sua generazione”  

Grande soddisfazione per Marco Tronchetti Provera, Vicepresidente e CEO di Pirelli e Main sponsor di Alla Grande: “E’ una squadra straordinaria, in cui c’è passione, competenza, sfide che sembrano impossibili ma che alla fine, se lo si vuole, si vincono”. Alla Grande ne è la dimostrazione, la start up creata da un giovane preparato e determinato che può trasformare un sogno in qualcosa di molto concreto: “In Italia abbiamo qualità straordinarie, l’importante è farle emergere. Ambrogio può essere un esempio positivo per molti ragazzi della sua generazione. Anche per questo siamo saliti a bordo con convinzione e grande fiducia”, continua il numero uno di Pirelli. 

In particolare, Tronchetti si è focalizzato su due aspetti fondamentali: “Passione e fatica. Non si arriva da nessuna parte senza fatica”. Parole che si sposano perfettamente con quelle del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ospite dell’evento: “Aggiungerei il coraggio, senza quello non si va da nessuna parte. E Milano vuole avere questo ruolo di trainare il Paese, questa è una città che si sviluppa, che continua a crescere”. Anche da parte del primo cittadino di Milano, l’elogio va a Beccaria, premiato con l’Ambrogino d’oro 2020: “Idolatriamo i calciatori, ma questi sport sono fatti di fatica, preparazione e sacrificio, che meritano anche più rispetto”.

Tanta fiducia dunque per un progetto condiviso e sostenuto dall’azienda Mapei, che da molti anni da il suo contributo nel mondo dello sport, come main sponsor del Sassuolo e dal 2013 proprietaria dello stadio del club di Serie A, e ora Global sponsor di Alla Grande. A rappresentare l’importante brand, Veronica Squinzi, amministratore delegato che racconta come è nata la scelta di “imbarcarsi” in questa nuova avventura: “Ci siamo innamorati del progetto perchè stimolante e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. E poi la sfida, voglia di eccellere, la fatica che è nel nostro dna, tutti aspetti del nostro approccio allo sport, che è passione e dedizione”. Mapei che riconosce l’importanza e la cura anche dell’aspetto psico-fisico dell’atleta, che la affronta la solitudine, la gestione dell’ansia, il sonno polifasico durante la navigazione oceanica: “abbiamo messo a disposizione di Ambrogio un laboratorio, un importante supporto per seguirlo nella sua impegnativa preparazione atletica”.

La partenza ad agosto 

La barca del “Velista dell’anno” 2018 e 2019, salperà ad agosto per un intenso programma sportivo che lo vedrà impegnato fino al 2024 e sarà varata il prossimo luglio allo Yatch Club Italiano di Genova. “Il mio sogno era vincere e non solo partecipare. La competizione per me è un posto per scoprire tutti i luoghi più intimi e selvaggi dell’oceano. Mi fa sentire parte della natura e permette di conoscere se stessi. Il mio sogno oggi è creare un progetto dall’anima italiana” spiega Beccaria.
Alla Grande nasce dalla sinergia tra il progettista Gianluca Guelfi e il costruttore, Edoardo Bianchi, che hanno illustrato i dettagli della nuova barca. I tre si conoscono dai tempi dell’università, che hanno intrapreso insieme, alla facoltà di ingegneria nautica a La Spezia. Oggi si ritrovano per rivoluzionare la loro vita mettere in pratica i loro studi come meglio non potevano desiderare.

Un albero innovativo

“L’innovazione di questo progetto sta nella potenza e posizione particolare dell’albero, ha un piano di vela originale che prevede una zona di manovra molto protetta, caratteristica unica nelle Class 40, un progetto moderno. L’obbiettivo è migliorare il passaggio sulle onde, che talvolta è piuttosto violento, e il confort, per quanto possibile”. Spiega Guelfi, alla sua prima esperienza di progettazione di un mezzo nautico così performante. Il costruttore Bianchi lancia così una sfida verso i navigatori francesi, campioni indiscussi della vela d’altura mondiale “Vogliamo dimostrare che gli italiani sono più bravi dei francesi”.

La Navigazione inoltre sarà a basso impatto ambientale: L’energia a bordo è interamente prodotta da fonti rinnovabili come l’energia solare e idroelettrica.
Beccaria infine racconta quella che è stata la scelta dello styling di Alla Grande, realizzato in collaborazione con lo studio di architettura Scandurra, e del naming della barca, che rappresenta per lui un motto che porta sempre con se: “Quando sono partito per recuperare il relitto che poi è diventato la mia prima barca, tutti mi davano del pazzo. Quando mi chiedevano come procedevano i lavori di cantiere io rispondevo sempre ‘alla grande!’. E così avevo chiamato la mia prima barca. Quando ho fatto la seconda volta la Mini-Transat ero sicuro di poter vincere: tutti mi davano di nuovo del pazzo”. 

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